Il tuo rapporto tra figlio e madre

La leva di potere
Tutti gli psicoanalisti sanno che il problema principale del blocco nella vita di un uomo si basa sul tipo di rapporto che ha con la madre. Purtroppo cercano di lavorare sul fatto di “non sentirsi in colpa” per non accudire ogni volta che la mamma chiama.
Il problema è che loro credono che questo legame con la madre sia naturale, perché ognuno di questi coglioni (parlo degli analisti) è cresciuto con lo stesso identico problema che la maggior parte delle volte non è riuscito a risolvere.
Considerando il legame come naturale, lavorano soltanto nel cercare di convincere il figlio a ragionare come un essere indipendente fino a che ce la fanno, ma concentrano tutte le colpe nei comportamenti del figlio. Fanno apparire il legame “latino” con la madre come un problema morboso da parte del figlio verso la madre. Come se questo problema fosse interamente creato dentro la testa del figlio e che la madre non vuole altro che vederlo libero ed indipendente.
 

Un problema che non ha logica
Il bello degli analisti è che spiegano una situazione che non ha logica, con risultati e conseguenze che non hanno logica, e ti forniscono strategie e spiegazioni che non funzionano.
 

In poche parole

La madre vuole figli liberi e indipendenti e fa di tutto per renderli liberi, sani e indipendenti. Il figlio vuole essere indipendente e fa di tutto per riuscire ad esserlo. Su questo tutti sono d’accordo ma ciò che deriva da questa situazione è che: Il figlio vive bloccato per il senso di colpa e la madre vive amareggiata per la sofferenza e i sensi di colpa del figlio, che non è libero e indipendente. Nella testa di uno psicologo, questo ha una logica e questo è coerente.

Perché rimani incatenato a tua madre
La risposta della psicologia è che tu rimani così per il complesso di Edipo, il rapporto conflittuale madre figlio e mille altre seghe mentali che non servono ad altro che creare confusione dentro la tua testa. Alla fine della spiegazione che ti danno i discepoli di Freud, in chiaro non c’è niente ma tu hai la certezza che il problema è complicato a livelli universali e che non solo tu, e non solo gli psicoanalisti, ma nessuno nell’universo è in grado di capire come sbrogliare questa matassa.
La regola d’oro che ho per affrontare problematiche come queste è una. I problemi sono complessi ma le soluzioni sono semplici. Se una soluzione si presenta come troppo complessa significa che è parte del problema e non una soluzione. Una soluzione “risolve” è quindi deve essere semplice per forza, altrimenti si chiama problema. Se una persona ti presenta un modo di risolvere un problema impossibile da realizzare significa che ti sta prendendo per il culo. Ringrazia e occupa il tuo tempo meglio.
 


La colpa è sempre del figlio
Chiunque parla del problema “non indipendenza di un figlio” la colpa dei genitori sono queste: “abbiamo fatto troppo e questi stanno troppo comodi per cercare di fare qualche cosa” o “Facciamo troppo per loro e non va bene perché loro si adagiano su questo e non maturano” o questa, una delle mie preferite “Abbiamo messo tutto a portata di mano, sempre la pappa in bocca e loro non hanno imparato a far niente”. Ti segnalo l’ultima “Prima per i figli non si faceva niente e adesso si fa troppo, adesso hanno tutto e non si accontentano di niente, la colpa è solo nostra”.


“La colpa è solo nostra perché gli vogliamo troppo bene?”

No, mi dispiace, i conti non si chiudono. L’amore porta sempre benessere e felicità e questo è il mio credo. Se l’amore porta danni, porta tristezza o porta ansia si chiama in modi diversi, ma non di certo amore.


Attenzione
Questo sito è informativo. Per qualsiasi dubbio che riguarda l’idoneità per fare gli esercizi qui descritti consultare un medico. Non mi assumo nessuna responsabilità su eventuali danni provocati da vostre decisioni in merito.

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